Vendita e acquisto auto in fermo amministrativo 327.327 5130

10 settembre 2017: PERCHE’ ACQUISTIAMO AUTO CON FERMO AMMINISTRATIVO? 327.327.5130 La cosa che interessa maggiormente a tutti voi sono i criteri di valutazione di un auto in fermo amministrativo, ci arrivano oltre 80 telefonate al giorno al centralino esclusivamente per capire quanto si riesce a recuperare in termini economici dalla vendita di un auto con fermo amministrativo, non ci stancheremo mai di dichiarare che un auto in fermo amministrativo qualora il debito superi il valore del mezzo, non è abilitata all’uso stradale ne alla rivendita ne all’esportazione, pertanto il valore non sarà mai e poi mai in linea con le quotazioni di mercato. Ogni singola auto che ci viene proposta in fermo amministrativo facciamo un’attenta analisi di mercato sulla base del recupero dei ricambi che potremmo attingere dalla stessa, costruiamo un quadro completo con tutte le voci e i componenti di recupero e lo sottoponiamo al cliente con l’offerta finale il quale potrà approfondire ragionare o cestinare la proposta.

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COME FACCIO A SAPERE SE LA MIA AUTO HA UN FERMO AMMINISTRATIVO O PIGNORAMENTO?

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Hai l’automobile ‘bloccata’ dal fermo amministrativo? Niente paura, il pagamento a rate del debito permetterà a tutti i contribuenti di circolare con il veicolo sottoposto a fermo. A stabilirlo è la circolare numero 105/2016 di Equitalia, che rimuove la disparità di trattamento che si sarebbe potuta creare tra chi chiede la rateizzazione prima di essere sottoposto a misura cautelare e chi invece la chiede dopo.

Per ottenere la sospensione – si legge in un articolo pubblicato sul sito dello Studio Cataldi – occorrerà presentare a Equitalia un’istanza con la quale richiedere il consenso dell’agente della riscossione. Agente che lo concederà dopo aver verificato che la dilazione di pagamento sia stata concessa effettivamente e in data successiva al 22 ottobre 2015, che essa ricomprenda tutte le cartelle che hanno causato l’iscrizione del fermo e che la prima rata sia stata effettivamente pagata.

Cosa succede se vendo un auto con fermo amministrativo: consigli e conseguenze

Equitalia dal 2015 invierà ai contribuenti le cartelle esattoriali con allegati i piani di rateazione ottenibili in base alle norme di legge. Il contribuente potrà così aderirvi immediatamente senza doversi recare presso gli sportelli dell’Agente della Riscossione.

A partire dal primo gennaio 2015,  Equitalia invierà ai contribuenti le nuove cartelle esattoriali con piano di rateazione precompilato, al fine di facilitare famiglie e imprese, che potranno presentare domanda di rateazione senza più doversi presentare agli sportelli dell’Agente della riscossione, ma accettando immediatamente  il piano di ammortamento del debito, che sarà allegato alla stessa cartella esattoriale. I piani di rateazione saranno quelli massimi concedibili sulla base dei parametri previsti dalle legge. In alternativa, sarà possibile scegliere di liquidare il debito iscritto a ruolo in un’unica soluzione, sempre entro 60 giorni dalla notifica.

La nuova procedura – Equitalia, con l’obiettivo di semplificare e migliorare il rapporto con i contribuenti aveva già annunciato, con un comunicato dello scorso 18 agosto, la volontà di notificare piani di rateizzo direttamente allegati alla cartella esattoriale, tenendo conto del sempre maggior uno dello strumento del pagamento dilazionato. In questo modo si semplificheranno le procedure per la richiesta di dilazione, che fino al 2014, poteva essere effettuata esclusivamente presentando la domanda di rateazione presso gli Uffici.

Dalle cartelle di pagamento notificate dal 2015 sarà possibile visionare anche il prospetto per la dilazione precompilato, ove saranno indicati il numero massimo di rate con cui è possibile rateizzare il debito e l’importo per ciascuna rata, da utilizzare nel caso in cui si preferisca pagare in un’unica soluzione entro 60 giorni dalla notifica.

Equitalia promette: cartelle esattoriali più semplici dal 2015

Cartelle di Equitalia, un incubo per molti italiani. Non solo per gli importi da pagare, che nel tempo se non saldati lievitano fino a importi spesso insostenibili per il bilancio familiare, ma anche per la difficile comprensione dei dati riportati sulla cartella: tracodici di identificazionenumeri di ruoloscadenze tassi di interesse applicati anche i più attenti possono avere difficoltà nel decifrarla. Dal prossimo anno però dovrebbe cambiare tutto, promette il neopresidente di Equitalia Vincenzo Busa: “Saranno più leggibili, nonostante la complessità imposta dalle norme”, ha assicurato all’Ansa. Dal gennaio 2015 sarebbe prevista inoltre l’integrazione informatica degli enti impositori con i propri sportelli. “Niente rinvii ad altri soggetti e risposte veloci, il cittadino deve poter avere i chiarimenti per stare tranquillo già la sera stessa”, è la dichiarazione di Busa.

Il piano di rateizzo – Il modulo di rateazione precompilato arriverà direttamente allegato alla cartella esattoriale. Il contribuente, sia esso persona fisica o società, aprendo la busta, oltre a trovare la descrizione del debito iscritto a ruolo (sia esso un debito erariale, contributivo, o locale), troverà il bollettino per effettuare il pagamento in un’unica soluzione con l’indicazione anche delle altre modalità di pagamento accettate (ad esempio l’assegno circolare). Inoltre, vi sarà anche il piano di ammortamento del relativo debito, che Equitalia, in qualità di agente della riscossione, può concedere in base ai parametri previsti dalla legge. Assieme al piano il contribuente troverà anche le istruzioni su come fare ad accettare la rateazione e quali documenti presentare ed inviare ai fini di concessione e riconoscimento del beneficio da parte di Equitalia.

Rateazione ordinaria e straordinaria – Secondo la normativa vigente è possibile dilazionare un debito iscritto a ruolo, attraverso la notifica di una cartella esattoriale, con un piano di ammortamento ordinario, che può raggiungere un massimo di 72 rate mensili, che corrispondono a 6 anni di rate. E’ possibile chiedere l’applicazione di rate variabili e crescenti, anziché rate costanti, in modo da poter pagare meno all’inizio nella prospettiva di un miglioramento delle condizioni economiche.

In alternativa, è possibile richiedere un piano di ammortamento straordinario, che consente di ampliare la rateazione sino a 120 rate mensili (10 anni), ma è necessario dimostrare la grave e comprovata situazione di difficoltà in cui versa il contribuente a causa della crisi economica che ha di fatto determinato una mancanza di liquidità e quindi l’impossibilità di poter assolvere nell’immediato l’adempimento. A tal proposito, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito che, in questo caso è possibile concedere una dilazione del debito in base alle sue effettive disponibilità. Presentando una domanda motivata, il contribuente potrà ottenere un piano di ammortamento che supera le 72 rate se l’importo di ciascuna rata è superiore del 20% del reddito mensile del nucleo familiare, mentre per le imprese, l’importo della rata deve essere superiore al 10% del valore della produzione mensile e un indice di liquidità compreso tra 0,5 e 1.

Anche nel caso in cui il piano di rateazione straordinario non venga accettato, per il contribuente è sempre possibile usufruire del piano ordinario.

Proroga e decadenza del piano di rateizzo –  Il piano di rateazione dei debiti iscritti a ruolo, sia ordinario che straordinario, può essere prorogato una sola volta per tutta la durata della rateazione. Sia per i piani di rateazione ordinari che per quelli straordinari l’importo minimo di ciascuna rata nonpuò essere inferiore ai 100 €. Per facilitare i contribuenti Equitalia ha messo a disposizione sul proprio sito internet il servizio online per simulare il calcolo del piano di ammortamento e l’importo di ciascuna rata. La decadenza dalla rateazione, avviene, esclusivamente nel caso in cui il contribuente non effettui il pagamento di 8 rate anche non consecutive.

I vantaggi del pagamento rateale – Una colta concessa la dilazione di pagamento ed il contribuente effettua regolarmente i pagamenti a rate, per legge questi non può essere considerato soggetto inadempiente, e per questo può liberamente richiedere il DURC, ovvero il certificato di regolarità fiscale essenziale per poter lavorare con la Pubblica Amministrazione. Inoltre nel periodo del rateizzo il contribuente non potrà essere sottoposto a provvedimenti cautelari ed esecutivi, per il recupero del debito.

fonte notizie virgilio.it

Il fermo amministrativo è la pratica più odiosa, messa in atto da Enti impositori diversi, come agenzia delle entrate, Regioni, Comuni,inps, per rivalersi sul contribuente moroso per crediti vantati sullo stesso,bloccando un bene mobile registrato.
La cosa che spesso non si sa, è che non importa se il credito vantato sia sproporzionato rispetto al bene bloccato, anche se su questo ci sono diverse sentenze nel merito, ma, potenzialmente, basterebbe solo il mancato pagamento del canone rai o una semplice multa, per vedersi fermata l’auto o la moto. Attenzione, dunque, a non pagare, bolli auto, Ici, Inps e quant’altro vantato dalla Pubblica Amministrazione, comprese le contravvenzioni al Codice della Strada.

LA PROCEDURA EQUITALIA

Equitalia, soggetto incaricato della riscossione crediti notificati con la cartella esattoriale, deve seguire una procedura ben definita. Anzitutto, il primo passo perché il processo di fermo amministrativo sia corretto è la notifica della cartella esattoriale. Ci sono 60 giorni di tempo dalla notifica della cartella per saldare il debito notificato, prima che si iscriva al Pra il fermo amministrativo.
Il debitore deve essere messo al corrente dell’imminente iscrizione del fermo amministrativo, serve il preavviso di fermo amministrativo. A seconda delle somme vantate nella cartella esattoriale, al preavviso di fermo amministrativo può affiancarsi il sollecito di pagamento, per debiti inferiori a 2000 euro: in ogni caso devono esserci due “promemoria” inviati al debitore a distanza di due mesi, prima di iscrivere il fermo amministrativo al Pra. Senza le due notifiche si ha un fermo amministrativo illegittimo.

Vediamo come opera il fermo amministrativo a seconda del credito vantato. Per disporre il fermo deve esistere un debito superiore a 50 euro.
– Debito tra 50 e 500 euro: emessa la cartella esattoriale viene inviato un sollecito di pagamento, a cui segue il preavviso di fermo. Può fermarsi un solo veicolo
– Debito tra 500 e 2000 euro: nessun sollecito di pagamento, solo il preavviso di fermo amministrativo. Può fermarsi un solo veicolo.
– Debito tra 2000 e 10000 euro: procedura simile a debiti tra 500 e 2000 euro. Possono fermarsi al massimo 10 veicoli.

Recentemente la Corte di Cassazione è intervenuta con una sentenza che impedisce a Equitalia l’iscrizione di ipoteche sulla casa per debiti inferiori a 8000 euro. E’ bene ricordare che, in assenza di immobili intestati al debitore, quindi in mancanza di beni da ipotecare, si dispone il fermo dell’intero parco macchine del debitore e dei co-obbligati.

PREAVVISO FERMO AMMINISTRATIVO

Perché sia valido il fermo amministrativo, deve essere emesso un preavviso. Cosa deve contenere il preavviso di fermo amministrativo? Anzitutto la natura del debito, il numero della cartella esattoriale, la prova della notifica della cartella stessa, l’importo dovuto e l’anno a cui fa riferimento. Ricevuto il preavviso c’è tempo 20 giorni per regolarizzare la propria posizione, dopodiché diventa effettivo il fermo amministrativo.
Il pagamento in questa fase, dopo il preavviso, imporrà anche il pagamento degli interessi di mora e le spese sostenute per l’iscrizione a ruolo. Il ricevimento di un preavviso è essenziale per la validità stessa del fermo, visto che può essere impugnato in assenza

VEICOLI COINTESTATI

E nel caso di veicoli co-intestati, come funziona il fermo amministrativo? Può iscriversi comunque. Verrà trascritto a nome del debitore intestatario al Pra e il cointestatario non potrà far altro che: sollecitare al pagamento il debitore; saldare egli stesso il debito per poi rivalersi nei confronti di chi avrebbe dovuto pagare il debito.

CONSEGUENZE

Le conseguenze del fermo amministrativo sono l’impossibilità di circolare, l’impossibilità di radiare il veicolo dal Pra con la demolizione o l’esportazione. Chi viene colto a circolare con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo incorre in una multa compresa tra 714 euro e 2.859 euro, oltre alla confisca del mezzo.
Se viene venduto in seguito all’iscrizione del fermo, l’auto o la moto restano bloccati con gli stessi effetti di divieto alla circolazione e radiazione. E’ importante quindi anche per l’acquirente di un veicolo accertarsi della presenza di un fermo amministrativo su auto usate, prima di concludere la transazione, visto che nel caso in cui il credito del debitore principale – colui che vende il veicolo – non venisse saldato, Equitalia può vendere il veicolo in possesso dell’acquirente. Questo non significa che non possa essere venduto il veicolo sottoposto a fermo amministrativo, ma che il compratore deve esserne a conoscenza e che accetti esplicitamente la situazione. Viceversa, l’acquirente può chiedere l’annullamento della vendita o agire per la riduzione del prezzo.

EQUITALIA COME CAMBIA LA PROCEDURA DEL FERMO AMMINISTRATIVO 2013

Con il nuovo decreto entreranno in vigore alcune nuove normative

Si attende ora il voto decisivo del Senato. Infatti, tra le norme più significative del decreto in questione, il 69/2013, quelle sulla materia fiscale promettono di allentare non poco la pressione che Equitalia appunto, potrà esercitare sui contribuenti con difficoltà a pagare.

Grazie al “Decreto del Fare“, approvato dalla Camera dei Deputati in data 26 Luglio 2013, si ammorbidiscono le misure che Equitalia può intraprendere nei confronti delle imprese e dei liberi professionisti

Vi consigliamo di leggere il nostro articolo redatto e pubblicato sul automotori.info  alla pagina fermo amministrativo equitalia la procedura

ACQUISTARE UN’AUTO USATA? ATTENZIONE!

Se acquistate un’auto usata, prestate attenzione che non ci siano gravami iscritti al Pra. Infatti, un fermo amministrativo emesso in data anteriore alla vendita manterrà i propri effetti anche dopo il passaggio di proprietà. Vi ritroverete, quindi, con un veicolo che non potrà circolare, non potrà essere demolito, né radiato dal Pra. Se, invece, la vendita è stata conclusa prima dell’iscrizione del fermo, purché ci sia un atto con data certa anteriore, la transazione e salva ed Equitalia cancellerà gratuitamente il fermo, dopo aver ricevuto una comunicazione da parte dell’Aci, entro 10 giorni

VISURA

Per conoscere se sul veicolo in questione è iscritta una richiesta di fermo amministrativo, si può chiedere una visura della targa al Pra, pagando 2,84 euro, oppure visitare il sito internet dell’Aci nell’apposita sezione Visure. Ci si può anche recare a una delegazione Aci o un’agenzia di pratiche auto, sostentendo i relativi costi

BOLLO AUTO

Il bollo non può essere pagato su un veicolo sotto posto a fermo amministrativo. Ciò non vuol dire che non dovrete pagarlo, visto che corrono i termini per il ritardo nel pagamento. E’ possibile, invece, assicurare il veicolo, ma non sarete risarciti in caso di incidente perché non può circolare

AUTO INVALIDI AUTO AZIENDALI AUTO PUBBLICHE

Anche i veicoli intestati a invalidi possono sottoporsi a fermo. Il fermo amministrativo illegittimo si ha quando si riesce a provare che il mezzo fermato è l’unico a disposizione, e lo stesso è funzionale allo svolgimento della propria professione. Non significa che l’auto o la moto è usata per recarsi al lavoro, bensì è esso stesso il veicolo un mezzo per svolgere l’attività (ad esempio, un furgone per le consegne). In questo caso è illegittimo il fermo anche per il mezzo intestato a persona disabile.

PAGAMENTO A RATE DEL FERMO AMMINISTRATIVO

Si può effettuare il pagamento a rate, fino a 72 rate a seconda dell’importo. Va specificato però che il fermo si mantiene sul veicolo finché non è stato estinto l’intero debito.

COME FARE RICORSO AL FERMO AMMINISTRATIVO

La competenza per esaminare un ricorso contro il fermo amministrativo è legata alla natura del debito e, conseguentemente, l’emissione del preavviso di fermo. E’ competente il giudice tributario per debiti relativi a tasse, imposte, tributi vari, mentre nel caso di multe non pagate ci si rivolge al giudice ordinario. Se il fermo è riferito a più debiti di natura diversa che sono cumulati, per ogni tipologia va presentato ricorso al giudice competente.

CANCELLAZIONE DEL FERMO AMMINISTRATIVO

Una volta pagate le somme dovute e notificate con la cartella esattoriale, entro 20 giorni Equitalia comunicherà l’avvenuto pagamento alla direzione regionale delle Entrate. Ulteriori 20 giorni e verrà emesso il provvedimento di revoca del fermo amministrativo, che sarà inviato al contribuente. In seguito, ci si dovrà recare al Pra per far cancellare il fermo, sostenendo le spese previste e con questa documentazione:
– il provvedimento di revoca in originale (rilasciato dal concessionario della riscossione dopo aver saldato il debito per il quale il fermo è stato iscritto) contenente i dati del veicolo, del debitore e l’importo del credito di cui si chiede la cancellazione;
– il certificato di proprietà, o il foglio complementare;
– il modello NP-3, in alternativa al certificato di proprieta per effettuare la richiesta
Andranno pagati 20,92 euro al Pra per l’iscrizione del fermo amministrativo, mentre non si paga più la cancellazione; 29,24 euro nel caso si faccia la nota di richiesta sul retro del certificato di proprietà, oppure, 43,86 euro se si usa il modello Np-3.
Cancellato il fermo amministrativo verrà rilasciato un nuovo certificato di proprietà.

Legge 248/2005

Tale legge, riguardante “misure di contrasto all’evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”, si occupa del fermo amministrativo all’articolo 3, stabilendo -tra le altre- queste novita’:
– soppressione dal 1/10/2006 del sistema di affidamento in concessione (quindi delle concessionarie) del servizio nazionale di riscossione ed attribuzione dello stesso direttamente all’Agenzia delle entrate, che le svolgera’ tramite la societa’ “Riscossione S.p.A”;
– comma 41: interpretazione dell’art.86 dpr 602/73 nel senso che, fino all’emanazione del decreto attuativo, il fermo puo’ essere eseguito dal concessionario sui veicoli a motore nel rispetto delle disposizioni contenute nel DM 503/98. Cio’, praticamente, “rimette in gioco” il vecchio decreto attuativo, contribuendo ad aumentare la notevole confusione normativa in materia (anche considerando che, secondo alcune interpretazioni, le disposizioni di questo comma entrerebbero in vigore il 1/10/06 e quindi, fino ad allora, gli atti di fermo resterebbero illegittimi).

Ricorsi: riferimenti utili per approfondire

Molta giurisprudenza si occupa della questione della natura dell’atto, a cui consegue la diatriba sull’organo competente per i ricorsi nonche’ sulle procedure di opposizione fruibili. A tutto cio’ sembra aver messo la parola “fine” una recente sentenza di Cassazione (2053/2006), confermata dal Consiglio di Stato (decisione n.421/2006), che ha fissato come organo competente per i ricorsi riguardanti la leicita’ del provvedimento il Giudice Ordinario. Per quanto riguarda le questioni di merito, invece, rimane competente il Giudice di Pace.

Riportiamo, in breve, i riferimenti delle sentenze piu’ autorevoli riguardanti le classiche e maggiormente diffuse motivazioni di ricorso:
– – La mancanza, o comunque l’inadeguatezza, del decreto attuativo rende illegittimo il provvedimento: in questo senso e’ stata pronunciata la sentenza n.392/2004 del Tar della Puglia.
– Lo stesso concetto e’ ripreso in un’altra sentenza del Tar del Lazio (n. 3402/2004) confermata dal Consiglio di Stato con ordinanza n.3259 del 13/7/04. Tale sentenza aggiunge anche che e’ sospendibile il provvedimento con il quale e’ stato disposto il fermo amministrativo, qualora vi sia sproporzione tra l’importo dovuto ed il danno derivante al ricorrente dall’esecuzione del fermo amministrativo impugnato.

Risoluzioni dell’Agenzia delle entrate

In seguito alla suddetta pronuncia del Consiglio di Stato l’agenzia delle entrate (risoluzione n.92/2004) e l’Inps hanno deciso di astenersi dal disporre nuovi fermi in attesa del pronunciamento dell’Avvocatura generale dello Stato.
Successivamente, riferendosi alla legge 248/2005 (articolo 3 comma 41) la stessa agenzia ha emanato una ulteriore risoluzione con la quale ha annullato la precedente (n.2/2006) ridando il via ai provvedimenti e sostenendo -in pratica- che la legge ha colmato il vuoto normativo. Cio’ non vuol necessariamente dire che un’opposizione in tal senso non sia piu’ possibile, ma essa diventa indubbiamente piu’ difficoltosa.

Conclusioni dopo il fermo :

Scoprire di avere un fermo amministrativo sulla vostra auto, dopo aver digerito il colpo…  resta un problema fine a se stesso (cioè avete solo un veicolo bloccato che si trasforma in una perdita economica). Questa situazione però non deve spingervi ad abbassare la guardia e farvi accettare di vendere il vostro veicolo sottoposto a fermo amministrativo a persone ambigue, con procedure non a norma di Legge e indubbiamente illegali, pratiche riconducibili al CODICE PENALE.

Non toglietevi in questo modo un “piccolo problema” che si trasformerebbe in UN GRANDE PROBLEMA DI NATURA PENALE A TEMPO INDETERMINATO

Non è necessario essere avvocati o consulenti legali per capire che se bastasse un passaggio di proprietà per risolvere il problema del fermo amministrativo, il fermo amministrativo stesso non avrebbe modo di essere efficace o di esistere, se il solo passaggio di proprietà risolvesse il problema, non avreste la necessità di vendere il vostro veicolo a persone terze con ricavi dimezzati o ridicoli, basterebbe fare un passaggio di proprietà fittizio ad un parente o amico e potreste continuare tranquillamente ad usare il vostro veicolo, purtroppo non è così semplice e legale.

Per questo motivo vi consigliamo di affidarvi a noi, abbiamo esperienza decennale nelle pratiche e assicuriamo l’intervento contro ogni avversità burocratica e legale, una linea diretta Telefono 327.327 5130 aperta dalle 8 alle 22 tutti i giorni per esternare questo vostro grido d’aiuto, per capire concretamente la soluzione ideale per liberarsi del proprio veicolo, per rottamare un’auto in fermo amministrativo,per avere una consulenza sul fermo amministrativo,

Divieto di rottamazione

In relazione alla direttiva del 16 settembre del 2009 ( ACI-P.R.A) non è più possibile dare seguito alle richieste di cancellazione / radiazione / rottamazione di un veicolo al PRA qualora risulti ancora iscritto un fermo amministrativo, si intende ovviamente inclusa le richieste di radiazione per esportazione del veicolo stesso.

Passaggi di proprietà : Ugualmente illegali e respinti i passaggi di proprietà essendo il veicolo sottoposto a “fermo amministrativo”, bene non vendibile. Qualche compratore di veicoli sottoposti a “fermo amministrativo” propone passaggi di proprietà avanzando l’ipotesi che con il fermo amministrativo si perda solo l’uso del veicolo, ma che possa essere ugualmente cedibile con atto di vendita, questi passaggi sono in realtà illegali perchè impostati con il solo fine di sottrarre / occultare far sparire il veicolo sottoposto a fermo amministrativo, il passaggio di proprietà a terzi può e deve essere trascritto al PRA solo dietro presentazione di ricevuta di avvenuto pagamento della sanzione ascritta al veicolo stesso (da parte di una delle parti, venditore o acquirente), pena la rimanente responsabilità civile e penale della cessione fraudolenta e dell’uso del veicolo ascritta al titolare del fermo (in parole povere, non si è risolto nulla anzi, si dovrà poi rispondere anche di una eventuale denuncia per truffa, per avere venduto a terzi un veicolo non vendibile e di averne tratto illegale profitto)

Agenzie Pratiche Auto: Alcune agenzie Pratiche Auto (compiacenti) accettano di trascrivere i passaggi di proprietà su auto sottoposte a fermo amministrativo non informando il venditore sulle responsabilità penali e civili in cui va ad incorrere il venditore, anzi se ne tirano fuori facendo firmare una liberatoria di esonero responsabilità dal venditore e compratore. (la sostanza è che interessa solo il ricavato sulla pratica di passaggio di proprietà ma non vogliono essere responsabili dell’atto non conforme alle norme di Legge che le parti presentano alla stessa Agenzia

Assicurazioni :Le assicurazioni accettano di assicurare qualsiasi veicolo a motore partendo dal concetto Giuridico che non possono sapere se l’assicurazione richiesta dall’utente va a cadere o utilizzata su un mezzo che è soggetto a fermo amministrativo però, in caso di incidente con terzi l’assicurazione si rifiuta di pagare o di essere tirata in causa come parte risarcitoria perchè il veicolo non era abilitato a circolare per decreto di “Fermo amministrativo”, perciò è come se si circolasse senza copertura assicurativa.

Linea diretta fermo amministrativo dalle 8 alle 22

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Equitalia, c’è la sentenza: da oggi è possibile “tagliare” il debito

Il Tribunale di Busto Arsizio (VA) ha approvato uno dei primi “Piani del consumatore” in Italia, consentendo ad una impiegata in cassa integrazione, di risolvere definitivamente una situazione debitoria complessa. Il debito di 86mila euro nei confronti di Equitalia è stato così ridotto a 11mila euro (-87%), un importo individuato in base alle attuali possibilità economiche della debitrice. E’ l’aiuto che arriva dalla recente Legge 3/2012 relativa alla “Composizione della crisi da sovraindebitamento”, poco conosciuta ma che potrebbe dare un supporto concreto a chi è in difficoltà economica. Vediamo nel dettaglio la vicenda e come ottenere il piano.

Il Tribunale di Busto Arsizio (VA) ha approvato uno dei primi “Piani del consumatore” in Italia, consentendo ad una impiegata in cassa integrazione, di risolvere definitivamente una situazione debitoria complessa. Il debito di 86mila euro nei confronti di Equitalia è stato così ridotto a 11mila euro (-87%), un importo individuato in base alle attuali possibilità economiche della debitrice. E’ l’aiuto che arriva dalla recente Legge 3/2012 relativa alla “Composizione della crisi da sovraindebitamento”, poco conosciuta ma che potrebbe dare un supporto concreto a chi è in difficoltà economica. Vediamo nel dettaglio la vicenda e come ottenere il piano.

 

Il Tribunale di Busto Arsizio (VA) ha approvato uno dei primi “Piani del consumatore” in Italia, consentendo ad una impiegata in cassa integrazione, di risolvere definitivamente una situazione debitoria complessa. Il debito di 86mila euro nei confronti di Equitalia è stato così ridotto a 11mila euro (-87%), un importo individuato in base alle attuali possibilità economiche della debitrice. E’ l’aiuto che arriva dalla recente Legge 3/2012 relativa alla “Composizione della crisi da sovraindebitamento”, poco conosciuta ma che potrebbe dare un supporto concreto a chi è in difficoltà economica. Vediamo nel dettaglio la vicenda e come ottenere il piano.

 

Equitalia fermo amministrativo? chiama al centralino tutti i giorni al 327.327 5130 avrai tutte le risposte gratis in merito alle problematiche inerenti al fermo amministrativo che aggrava sulla tua auto

 

Cosa succede se vendo un auto con fermo amministrativo: consigli e conseguenze

L’incubo di ogni automobilista non è il traffico bloccato sul GRA oppure il vecchio ingorgo a croce uncinata nel centro di Napoli, è il fermo amministrativo. Una pratica che ha da poco festeggiato i quarant’anni, è in vigore dal 1973, e che può essere messa in atto dall’Agenzia delle Entrate, dalle Regioni, dai Comuni, dall’Inps e da tutti gli altri enti che possono richiedere pagamenti agli utenti. Un auto sottoposta a fermo amministrativo può essere messa in vendita? Procediamo con ordine.

 

 

Le conseguenze del fermo amministrativo

Si può incorrere nel fermo amministrativo della propria automobile non pagando una semplice bolletta oppure il canone Rai. A seguito del mancato pagamento si riceve una cartella esattoriale e se non viene soddisfatto il creditore può partire il procedimento. Il tutto a discrezione dell’Ente.

Cosa fare contro la truffa della multa

Il fermo amministrativo viene iscritto al Pra. Ovviamente il debitore deve essere informato per tempo della possibilità che venga messo in atto il provvedimento. Avere un’automobile cointestata non salva il debitore dal fermo amministrativo. Un’automobile soggetta a fermo amministrativo non può assolutamente circolare e non può essere demolita o esportata all’estero. Un piccolo particolare. Il fermo amministrativo impone il divieto di circolazione ma non ferma la necessità di pagare il bollo.

Vendere un’auto con fermo amministrativo

Un’automobile non sfugge al fermo amministrativo in caso di vendita. La cessione a terzi dell’automobile è sempre possibile ma l’acquirente deve essere informato sulla presenza del fermo amministrativo a carico dell’automobile. Una semplice visura sulla targa, richiedibile al Pra, mette in evidenza tutti i provvedimenti amministrativi in corso a carico dell’automobile.

Come valutare una moto usata

E’ buona norma, quindi, fare un controllo approfondito prima di acquistare un’automobile usata. Il fermo amministrativo non perde validità con il passaggio di proprietà. C’è un caso, però, in cui il fermo amministrativo non si trasferisce all’acquirente. Se si acquista un’auto prima dell’iscrizione del fermo amministrativo sul Pra allora il nuovo proprietario può richiedere la cancellazione gratuita ad Equitalia. In definitiva si può vendere un’auto sottoposta a fermo amministrativo, ma bisogna preventivamente informare l’acquirente.

DEVE CANCELLARE IL FERMO AMMINISTRATIVO ?

DEVE CANCELLARE IL FERMO AMMINISTRATIVO ?

COSA DEVE FARE

Per prima cosa deve ottenere il provvedimento di revoca del fermo amministrativo dal concessionario della riscossione dei tributi (es: Equitalia).


COSA DEVE PRESENTARE

- L’originale del provvedimento di revoca del fermo.
- Il Certificato di Proprietà compilato sul retro (quadro M con i dati dell’intestatario al Pra); se è in possesso del Foglio Complementare compilare modello NP3B scaricabile on line. Se ha smarrito o le hanno rubato il Certificato di Proprietà o il foglio complementare, deve contestualmente, richiedere il duplicato CDP allegando la denuncia all’Autorità di Pubblica Sicurezza (Polizia o Carabinieri)
- Un documento di identità in corso di validità ed una fotocopia.


CHI DEVE PRESENTARE

- L’intestatario, munito del documento di identità in corso di validità ed una fotocopia.
- Una persona delegata dall’intestatario, munita di delega, del proprio documento di identità più una fotocopia e fotocopia del documento di identità del delegante, entrambi in corso di validità.

ATTENZIONE In caso di mancata presentazione del CdP e di presentazione effettuata da un delegato, il mod NP3 deve essere sottoscritto dall’intestatario/i.

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QUANTO COSTA

Deve versare, in contanti o con bancomat:
- € 32,00 (se dispone del Certificato di Proprietà)
- € 48,00 (se dispone del Foglio Complementare).

Può pagare in contanti o con bancomat. Non è possibile pagare con carte di credito o con Postamat.


DEVE SAPERE CHE

- Il Certificato di Proprietà viene rilasciato a vista.
- In caso di smarrimento del Certificato di Proprietà, occorre presentare preventivamente richiesta di duplicato.

 

 

Debiti Equitalia e fermo veicolo: come tutelarsi 327.327.5130

 

FERMO AMMINISTRATIVO DELL’AUTO,ECCO QUELLO CHE C’È DA SAPERE DOPO LE NOVITÀ DEL 22 OTTOBRE

Il decreto legislativo 159/2015 ha modificato alcuni aspetti riguardanti i debiti con Equitalia di molti cittadini, compreso il fermo amministrativo.

 

 

Milioni di italiani hanno debiti con l’Ente di riscossione per eccellenza, la tanto odiataEquitalia. Tasse, Imposte ed altri balzelli non pagati ad Enti Pubblici, finiscono ad Equitalia che provvede ad incassarli, o almeno a provarci, per loro conto. Le difficoltà economiche di molte famiglie, spesso, non consentono agli indebitati di far fronte al pagamento dei debiti, anche se a rate e per questo, l’Ente di riscossione adopera azioni cautelari tali da persuadere l’interessato a raschiare il fondo del barile per provvedere a pagare. Una delle misure più comuni è il fermo amministrativo dell’auto di proprietà del debitore, situazione questa che molte volte è causa di notevoli disagi per i cittadini.

Fermo dell’auto, cos’è?

Le cosiddette ganasce fiscali, sono un provvedimento che impedisce l’utilizzo legale della autovettura di proprietà di un cittadino che è indebitato. Una macchina soggetta a fermo, non può circolare ed è soggetta, in caso di violazione a multe salate ed anche al sequestro del veicolo. Con le nuove regole concesse da Equitalia in materia di rateizzazioni, il fermo amministrativo non viene cancellato nemmeno se Equitalia concederà il beneficio di un pagamento rateizzato al debitore. Se fino ad oggi bastava pagare la prima rata del debito a cui è stata concessa la dilazione per vedersi sbloccare la macchina, con le nuove norme sarà necessario pagare fino all’ultima rata per cancellare il fermo. L’auto non solo non può essere usata, ma nemmeno venduta e se immaginiamo un cittadino a cui è concessa la dilazione massima di 72 rate, potrà vendere l’auto solo fra 6 anni a prezzi molto più bassi di oggi.

Esistono trucchi per evitare il fermo?

Spesso i cittadini cercano ‘escamotage’ per evitare il fermo o per ovviare al problema, ma non è facile assolutamente. I debitori a cui l’auto è necessaria, pensano che comprandone una seconda, questa sia esente dal fermo perché già applicata al primo veicolo. Le norme ‘interne’ ad Equitalia invece sono chiare al riguardo e per debiti superiori a 2.000 euro, l’Ente può richiedere il fermo anche di 10 autoveicoli. Sul fermo amministrativo, numerosi sono i ricorsi dei cittadini che di norma ne contestano l’applicazione e molte sentenze favorevoli hanno creato casi in cui il cittadino viene tutelato. Per esempio, una macchina intestata a più soggetti non può essere fermata se uno degli intestatari ha problemi con Equitalia. Anche la macchina che si usa per andare al lavoro (se il posto di lavoro è distante da casa) o che è funzionale al lavoro svolto non può essere soggetta a fermo.

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Fermo amministrativo: il lucchetto alla tua auto – notizie 327.327 5130  quando abbiamo una vettura con fermo amministrativo siamo obbligati a tenerla parcheggiata in un posto privato e dovremmo custodirla in modo diligente, un auto con fermo amministrativo non può circolare rischiamo multe sanzioni e verbali, alternativamente non possiamo fare nulla se non quello di pagare il debito, ci sono aziende che recuperano le auto con fermo amministrativo ma dobbiamo stare attenti a chi ci rivolgiamo.
Molti di costoro recuperano le auto con fermo amministrativo e le rimettono in circolazione, approfittando del fatto che noi abbiamo un auto con fermo amministrativo e ci inibiscono la circolazione, questi commercianti o pseudo commercianti acquistano ad un prezzo basso e intestandosi l’auto la rivendono al privato celando la presenza del gravame,  la rivendono a prezzi di mercato registrando un bel profitto! Quindi attenzione chi c’è dall’altro lato del filo del telefono.