Compro auto Bologna: fermo amministrativo fiscale auto con tanti km Mistero?

E’ boom a Modena Bologna Reggio Emilia: “Compro auto usate”, pagamento cash

Nei parcheggi proliferano questi bigliettini da visita.Tutto lecito? Dipende da ciò che accade ai veicoli una volta all’estero

MODENA. Quattromila euro in contanti per un’auto di appena tre anni: è quanto ci ha offerto un “Compro auto usate” per una utilitaria. Compravendite lecite, sia chiaro, se l’auto viene regolarmente saldata e se le parti procedono al passaggio di proprietà: ma, al di là dello sfruttamento dello stato di bisogno di gente disperata, disposta a vendere la vettura per pochi soldi cash, si tratta comunque di un fenomeno poco conosciuto e ancora meno monitorato, che può essere un paravento per altri tipi di affari una volta che il veicolo giunge all’estero.LA PROVA. Ognuno di noi, tornando nel parcheggio dove ha lasciato l’auto, avrà trovato almeno una volta nella vita un bigliettino da visita con l’offerta di acquisto della macchina. Abbiamo provato a telefonare al cellulare di uno di questi acquirenti, che recitava così: «Sarei interessato all’acquisto della sua autovettura. Anche con tanti km, incidentate, fuse senza garanzia e anche con fermo amministrativo. Pagamento in contanti. Mi contatti, Mario» (il nome è senza alcun dubbio di fantasia, ndr). Al telefono, fingiamo di voler vender una utilitaria della Lancia. La reazione dello sconosciuto dall’altro capo del telefono, non è delle più concilianti. «Non mi interessa, non trattiamo questo tipo di macchine, troppo vecchie». Precisiamo con stupore che in realtà la macchina ha solo tre anni, è stata comprata nuova nel 2013. Dopo essersi informato sul chilometraggio, l’interlocutore – che, nonostante il nome italiano, ha un accento che pare africano – è perentorio e sbrigativo: «Io posso darle 4 mila, 4.500 euro. Le va bene?». Provo a tirare sul prezzo, facendo presente che l’utilitaria tre anni fa è costata 14mila euro e la somma ci pare esigua. «Non ce la faccio a pagarla di più, i documenti e le pratiche per mandarla all’estero costano. Se le va bene il prezzo ci vediamo, altrimenti è inutile che mi faccia perdere tempo».

Fingiamo di essere d’accordo sul prezzo giusto per fissare un appuntamento, perciò accettiamo. «Allora ci incontriamo – afferma lo sconosciuto – io guardo l’auto cinque minuti e se le va bene il prezzo la pago in contanti, lei la porta a casa e procediamo subito alla voltura». L’interlocutore – che assicura che il sistema è del tutto legale – poi però non si è presentato all’appuntamento fissato per la mattina seguente nel parcheggio di un noto centro commerciale, né ha più risposto al cellulare.

COSA DICE LA LEGGE. Facile, semplice e veloce: l’ideale per chi necessita di un guadagno immediato, anche se non proprio remunerativo, visto il profitto prendere o lasciare, inferiore rispetto a quanto pagherebbe una concessionaria. Tutto a posto, dunque? Non proprio. Intanto la distribuzione dei bigliettini, come qualsiasi tipo di volantinaggio, da regolamento della polizia municipale dev’essere fatta brevi manu, cioè consegnata di persona, altrimenti è prevista una sanzione amministrativa; una questione accessoria, quest’ultima, visto che coloro che eseguono materialmente l’opera di volantinaggio sono di solito l’ultimo anello della catena del business, galoppini assoldati e sottopagati. Più fondamentale invece il nodo che il titolare acquirente deve essere in possesso di una licenza comunale e registrato alla Camera di Commercio. Con le norme di semplificazione burocratica introdotte dal governo Renzi non si tratta più di vere e proprie licenze, bensì di semplici comunicazioni, fatte dai singoli, dell’inizio di attività di compravendita: in pratica, autocertificazioni dalla verifica inesistente. E negli ultimi tempi tra Modena e Reggio Emilia le comunicazioni di apertura di queste attività, sia per quanto concerne le auto vetture che per i motocicli sono andate aumentando. Nella dichiarazione unilaterale non viene specificato, però, specificato se la vendita è verso l’estero oppure no, quindi il dato di per sé rimane poco eloquente.

VOLTURE. Anche ammesso (e non concesso) che il compratore sia in possesso di regolare licenza, una volta trovato l’accordo tra le parti occorre procedere alla voltura, cioè al cambio di intestazione della vettura: il luogo deputato è il Pra (pubblico ufficio automobilistico, l’ex Motorizzazione) che a Modena si trova lungo la tangenziale Galilei. Il passaggio di mano costa almeno 500 euro – qualcosa di più se ci si affida all’Aci, che trattiene una commissione – e tra l’altro, nel momento in cui viene siglata la voltura, decade automaticamente l’assicurazione (la polizza è nominale, in tal modo il proprietario che ha ceduto il mezzo se la può far rimborsare): non a caso l’assenza di tagliando viene considerato dalle forze dell’ordine come una inadempienza sospetta, spesso “spia” di ben più gravi reati.

POSSIBILI ILLECITI. La polizia stradale chiarisce che, se avviene il pagamento (escludendo quindi l’ipotesi di truffa con assegni post-datati o a vuoto) e la disimmatricolazione al Pra, la compravendita è lecita e il guadagno indubbio, aggiungiamo noi.

Numerose, ma al di fuori della normativa della Polstrada, sono le casistiche dei possibili traffici al confine della liceità che si compiono sui veicoli una volta fuori dall’Italia: si può cambiare il telaio e metterlo su un veicolo rubato ripulendo l’auto, le vetture incidentate possono essere smontare per rivendere i singoli pezzi

come nuovi, per le auto sotto fermo amministrativo (solo se il fermo riguarda debiti, non violazioni del codice della strada) si “aggira” il riscatto. «Il fenomeno non è sotto la nostra osservazione perché non abbiamo mai ricevuto denunce o segnalazioni in tal senso», spiega la Polstrada.

Fonte: Gazzeta di modena

Fermo amministrativo: procedimento penale se si iscrive al PRA il blocco dell’auto

Cosa deve sapere il contribuente nel caso di iscrizione di fermo e cosa può fare per tonare a circolare con il proprio mezzo.

 

In un precedente articolo abbiamo parlato di come Equitalia con la circolare n.105/2016 abbia manifestato l’intenzione di neutralizzare gli effetti del fermo amministrativo disponendone la sospensione una volta concessa e pagata la 1^ rata del piano di rateizzazione di un debito tributario. E ciò a prescindere dal momento in cui la dilazione sia stata richiesta. Un altro problema sempre legato al fermo amministrativo è quello relativo al mancato pagamento della cartella esattoriale nei termini di legge. Equitalia o un altro concessionario della riscossione può disporre il fermo dei veicoli che sono intestati al debitore attraverso l’iscrizione del fermo amministrativo nel PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Un piccolo particolare non da poco è legato al fatto che Equitalia al contribuente non comunica nulla e quindi lo stesso ignaro di tutto , viene a trovarsi con l’auto bloccata.

Conseguenze ed obblighi prima dell’iscrizione di fermo

La conseguenza che ne deriva è strettamente legata alla circolazione su strada del veicolo proprio perché se fermato dalla polizia il debitore potrebbe incorrere in problemi di carattere giudiziario abbastanza seri. Se il mezzo circola infatti è prevista non solo una multa da 770 a 3.086 euro e la confisca del veicolo, iniziando inoltre un procedimento penale per aver violato gli obblighi di custodia. Non dissimili sono le conseguenze nel caso in cui il debitore volesse vendere la proprio auto ad esempio. L’unico obbligo previsto per Equitalia infatti è quello di comunicare al debitore proprietario un preavviso di fermo da notificarsi almeno 30 giorni prima dell’iscrizione al PRA del fermo stesso. Equitalia può comunque provvedere anche ben oltre tale scadenza dei 30 giorni. Può inoltre succedere che il concessionario della riscossione possa anche aver commesso degli errori quando spedisce il preavviso di fermo, notificandolo magari ad un indirizzo del debitore sbagliato. In questo senso infatti i vizi di notifica permettono al cittadino di chiudere favorevolmente la causa.

Come procedere ad eliminare il fermo amministrativo?

Qualora si è ricevuto un preavviso di fermo inoltre occorre tenere bene a mente che esso deve essere notificato con raccomandata R/R solo dopo che sono trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Per cercare di revocare gli effetti del fermo d’auto è possibile fare una contestazione a mezzo di raccomandata R/R., via PEC o con un normale foglio di carta esente da bolli entro 30 giorni dalla notifica del preavviso o in alternativa pagare estinguendo il debito (il  fermo in tal caso viene cancellato). La contestazione può avere ad oggetto una richiesta di rateazione sull’intero debito. In tali casi appunto si ottiene la sospensione del fermo e Equitalia rilascia una dichiarazione da presentare al PRA. E’ possibile inoltre dimostrare ad Equitalia che l’unica auto di cui si dispone è un bene strumentale dell’attività. E’ necessario però  presentare la copia di stralcio del registro dei beni ammortizzabili se si riscontra la presenza del bene ammortizzabile. In tali casi Equitalia deve annullare il procedimento del fermo amministrativo. E’ possibile chiedere la cancellazione del fermo anche se l’iscrizione dello stesso è errata basandosi su un importo che il contribuente non deve saldare. Infine si può procedere alla cancellazione del fermo anche quando il veicolo è stato venduto prima dell’iscrizione al PRA del fermo. In ultima analisi è possibile proporre ricorso al giudice competente per ciascun importo/debito richiesto nella cartella contestando ad esempio la mancata notifica della cartella, o il  pagamento del debito in data anteriore. Il giudice se accoglie le contestazioni deve annullare l’atto presupposto e il fermo perde efficacia. Per altre info sul tema potete premere il tasto segui accanto al mio nome.

Conclusioni dopo il fermo amministrativo auto

Scopri di avere un fermo amministrativo sulla tua auto,è sicuramente una seccante scocciatura, ma resta un problema fine a se stesso (cioè hai solo un veicolo bloccato che si trasforma in una perdita economica). Questa situazione però non deve spingerti ad abbassare la guardia e accettare di vendere la tua auto sottoposta a fermo amministrativo a persone ambigue, con procedure non a norma di Legge e indubbiamente illegali, pratiche riconducibili al CODICE PENALE. Nel settore auto vivono tanti improvvisati, approfittandosi della situazione convincono gli utenti a lasciare la vettura che ci penseranno poi loro a sistemare le cose, in realtà l’auto rimmarrà intestata a voi,verrà esportata all’estero e reimmatricolata, vi ritroverete con un’auto con doppia immatricolazione, tutto questo per aver preso una decisione affrettata, quando si è in un momento di confusione c’è il rischio di commettere qualche sciocchezza.Bisogna stare attenti a chi parla per esperienza e competenza, e a chi parla per sentito dire.

Se hai un preavviso di fermo amministrativo o il fermo già applicato sulla tua auto hai bisogno di assistenza gratuita al fermo amministrativo! Abbiamo esperienza decennale in materia e assicuriamo l’intervento contro ogni avversità burocratica e legale, Vi forniremo di tutti gli elementi per prendere una decisione importante, contattaci sempre al call center 327.327 5130 – 327.327.5130  tutti i giorni. ( mi chiamo toni, diretto responsabile dell’azienda opero dal lontano 1999 nel settore auto, ho presentato tanti ricorsi in merito al fermo amministrativo, sto scrivendo anche un libro che sarà pubblicato da un editore importante, sono in grado di dare tutta l’assistenza e di risolvere efficacemente il problema)

Il Fermo amministrativo genera incertezze confusione e spesso ci penalizza nella vita quotidiana, nell’impossibilità di usare la nostra auto, e se dovessimo usarla per necessità cominciano i guai: ansie timori multe e in caso di incidente l’assicurazione non copre il danno!

Autodetector: ecco come funziona

Due telecamere installate sul tetto di una volante individuano le targhe delle auto in circolazione. Così funziona l’autodetector, il dispositivo in dotazione della polizia municipale di Parma per dare la caccia a chi non paga multe e sanzioni stradali. L’allarme scatta quando l’apparecchio “vede” veicoli in fermo amministrativo, guidati da intestatari morosi. Lo spiega questo video realizzato dal Comune di Parma, dove i vigili fermano in diretta uno dei trasgressori.

Affidarsi ad un centro specializzato vuol dire risolvere il problema concretamente chiamaci e esponici il tuo problema, troverai la più assoluta preparazione e professionalità, per tua comodità puoi inviarci un’email all’indirizzo: [email protected]  oppure chiama alla linea diretta fermo amministrativo al numero 327.327 5130

puoi chiamarci per tutte le informazioni di cui hai bisogno, e hai ricevuto un preavviso di fermo amministrativo, vizio di notifica, ti hanno applicato il fermo amministrativo ingiustamente, devi demolire rottamare la tua auto in fermo amministrativo devi semplicemente vendere la tua auto in fermo amministrativo chiamaci avrai tutte le risposte tel.327.327.5130

CONSULENZE PROFESSIONALI
Per richiedere delle consulenze professionali e concrete sulle norme da seguire in merito al fermo amministrativo o giudiziario della vostra auto I cosiddetti Fermi Amministrativi “Giudiziali”, ovvero quelli derivati da alcool test o da guida senza patente, non permettono la vendita dei veicoli e perciò non li valutiamo.Con noi troverete una soluzione rapida, dato che in pochissimo tempo ritireremo il vostro veicolo con i nostri mezzi, garantendo un pagamento immediato e sicuro.

Ogni auto viene ritirata con una valutazione effettuata sulla base dei valori di mercato. Forniremo anche un verbale di presa in carico specificando tutte le responsabilità di riscatto vero l’Istituto Creditizio.

Provvederemo alla compilazione di tutta la documentazione necessaria alla cancellazione del veicolo dal P.R.A. chiamaci sempre al 327.327 5130 tutti i giorni

327.327 5130  linea diretta fermo amministrativo

Ritiro e deposito di autoveicoli in fermo amministrativo, rotti, sinistrati  con problemi vari, con motore fuso, ritiriamo auto, camioncini, furgoni, camper in fermo amministrativo.

Ci occupiamo della demolizione auto in fermo amministrativo, smaltimento nei termini di Legge.

Garantiamo PAGAMENTO IN CONTANTI CON OTTIME VALUTAZIONI, nessuna perdita di tempo, chiarezza sul disbrigo documentale e sulla gestione ed uso del veicolo nel post ritiro.

Hai un’auto in fermo amministrativo? Chiamaci e con discrezione da parte nostra avrai tutte le risposte alle tue domande, è nostra abitudine non lasciare mai domande senza risposte!

Ricordiamo il nostro centralino Linea diretta fermo amministrativo

 

Targa System rileva auto in Fermo Amministrativo 327.327 5130 toni

Circolate con auto gravate da Fermo Amministrativo? l’elettronica vi scova e vi castiga!

Le forze dell’ordine scovano le auto che circolano con il “Targa System” un interessante e pratico apparecchio che li affianca nel  lavoro di controllo stradale. Il Targa System ho riscosso un buon interesse tra le forze dell’ordine, dato che fa tutto da solo, basta posizionarlo e una volta in funzione rileva tutte le targhe delle auto che passano nel suo raggio di azione. Se un’auto rilevata è priva di copertura assicurativa, priva di collaudo tecnico o appunto gravata da fermo amministrativo, avvisa l’operatore che quel veicolo non deve essere in circolazione. Innegabile che sia un ottimo sostegno per la sicurezza stradale, anche se qualcuno (maliziosamente) lo ha definito un ottimo “bancomat” per le casse dei comuni. Considerando che il suo lavoro è finalizzato a sostenere i controlli di  sicurezza, ma dato che non gliene scatta una, porta a casa ogni giorno anche tanti verbali sanzionatori.  ( tanto pecunio) IL Targa System viene definito dal Product Manager della Game Club srl Mario Gentili  “SEMPLICE ED EFFICACE”  .
Con l’elettronica va in pausa l’occhio umano, altri occhi elettronici vi scrutano e vi scovano, anche se fate gli indifferenti di fronte a una paletta posta nelle stivale, se l’operatore sente un “bit sonoro” la paletta servirà solo a fermarvi a colpo sicuro, e a sanzione sicura. Occhio! all’occhio elettronico

 

Legge di stabilità: lo Stato vende le auto sequestrate

Legge di stabilità: lo Stato vende le auto sequestrate; Dopo due anni di fermo amministrativo i veicoli saranno venduti nell’ottica della spending review

Come spendere meno soldi e, anzi, incassarli al più presto? È la domanda che si pongono i burocrati dello Stato. Visto che il numero di politici non cala, e che i loro stipendi erano e restano a carico del contribuente, nei ministeri ci s’ingegna a trovare altre soluzioni. Al di là delle solite tasse, ecco una via: dopo due anni di fermo amministrativo (auto sequestrate per diversi motivi, come una grave infrazione o il mancato pagamento di tributi), i veicoli dovranno essere venduti dallo Stato, all’insegna della spending review; lo prevede la Legge di stabilità. In questo modo, lo Stato non dovrà farsi carico delle spese per la custodia delle macchine nelle aree apposite; e in più potrà usufruire del ricavato della vendita dei veicoli.

IN GAZZETTA UFFICIALE
Come riporta la Gazzetta Ufficiale numero 302, dov’è stata pubblicata la legge 147/2013 (Legge di stabilità), dal 1° gennaio 2014, per quanto concerne i veicoli giacenti presso le depositerie autorizzate, c’è una semplice novità: al fine di contribuire alla riduzione degli oneri a carico dello Stato, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, il Prefetto dispone la ricognizione dei veicoli giacenti presso le depositerie autorizzate, a seguito dell’applicazione di misure di sequestro e delle sanzioni accessorie, comunque custoditi da oltre due anni. Una norma che vale anche per i mezzi non confiscati, cioè quelli non passati definitivamente nelle mani dello Stato, ma pur solo sequestrati: un provvedimento temporaneo che così assume un altro valore rispetto al passato. Idem per i veicoli non alienati per mancanza di acquirenti. Dei veicoli giacenti, individuati secondo il tipo, il modello ed il numero di targa o telaio, viene formato elenco provinciale, pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura. Dopodiché, nei 60 giorni dalla pubblicazione dell’elenco, il proprietario può assumere la custodia del veicolo, provvedendo contestualmente alla liquidazione delle somme dovute alla depositeria: così, c’è l’estinzione del debito maturato nei confronti dello Stato allo stesso titolo. In caso di mancata assunzione della custodia, si procederà all’alienazione del veicolo alla depositeria, anche ai soli fini della rottamazione.

UN ALTRO DECRETO
Attenzione: con decreto dirigenziale, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di stabilità, sono definite le modalità dell’alienazione. Il corrispettivo dell’alienazione è determinato dalle amministrazioni procedenti in modo cumulativo per il totale dei veicoli che ne sono oggetto. La somma ricavata dall’alienazione è depositata, sino alla definizione del procedimento in relazione al quale è stato disposto il sequestro o il fermo, in un autonomo conto fruttifero presso la tesoreria dello Stato. Si dovrà soltanto valutare la rapidità con cui i ministeri preposti emaneranno i decreti previsti dalla Legge di stabilità: va evidenziato che, in passato, il Governo (attraverso i vari ministeri) avrebbe dovuto emanare decreti previsti dalle leggi che modificavano il Codice della strada; decreti che non sono mai arrivati. Un caso clamoroso? La spartizione dei proventi da autovelox: i Comuni, se il governo avesse emanato il decreto previsto dalla riforma del Codice della strada del 2010, avrebbero dovuto rinunciare a una colossale quantità di denaro. Ma così non è stato, e nel 2014 i Comuni possono liberamente utilizzare le multe da autovelox. Certo, stavolta, lo Stato ha tutto l’interesse a che siano emanati i decreti, visto che è lo Stato stesso a poter risparmiare (meno spese di “parcheggio” auto) e guadagnare (con la vendita delle macchine); ma con la nostra burocrazia non si sa mai come va a finire.

Autore: Redazione

Dematerializzazione contrassegno, primi riscontri con i nuovi controlli – Controlli targhe con fermo amministrativo

 

Dal 18 ottobre non c’è più l’obbligo di esporre il contrassegno assicurativo sul parabrezza dell’auto al fine di attestare la regolarità della polizza RC Auto. Il provvedimento rientra nella disposizione sulla dematerializzazione dei documenti assicurativi, introdotta dall’articolo 31 del decreto Liberalizzazioni del 2012 con l’obiettivo di contrastare la contraffazione del tagliando.

La nuova disposizione ha portato anche un nuovo metodo per verificare la copertura assicurativa, basato sul controllo in tempo reale della targa del veicolo. I primi dati sugli accertamenti delle Forze dell’ordine evidenziano una situazione preoccupante: un esempio arriva dalla Polizia municipale diGenova che in 18 giorni – dal 19 ottobre al 5 novembre – ha rilevato 55 auto prive di una regolare polizza in un raggio di azione di pochi chilometri.

Ugualmente nella provincia di Brescia, dove la Polizia provinciale ha accertato lo stesso fenomeno nel 6% dei casi nelle sole zone di Lonato e Desenzano del Garda. Se la percentuale viene rapportata al numero di veicoli circolanti in tutta la provincia, il numero di vetture senza assicurazione ammonterebbe a quasi 60 mila unità.

Attualmente i controlli vengono effettuati direttamente dagli agenti tramite dispositivi mobili: quando il sistema telematico riscontra anomalie, trasmette una segnalazione alla pattuglia più vicina che rintraccia il veicolo per un riscontro immediato dell’infrazione. Presto le verifiche saranno intensificate con l’utilizzo di velox fissi, tutor e telecamere posizionate in prossimità dei varchi ZTL (Zona a Traffico Limitato), che verranno omologati per rilevare direttamente i mezzi che circolano irregolarmente.

Il sistema permette alle Forze dell’ordine di accertare l’esistenza di una regolare polizza tramite l‘incrocio delle informazioni nella banca dati dell’ANIA, che contiene informazioni sulle coperture assicurative dei veicoli, e della Motorizzazione, che raccoglie i dati sui mezzi immatricolati.

Secondo l’ACI, Automobile Club Italia, in Italia circolano quasi 4 milioni di veicoli senza la copertura assicurativa di cui 2,8 milioni sono autovetture, più dell’8% del totale, con un mancato incasso per le compagnie di circa 2 miliardi di euro. Si stima che al Sud le vetture che ne sono sprovviste sono oltre una su dieci, il 13,5%, e l’incidenza sale anche al Centro, oltre l’8,5%, e al Nord, 6,2%.

La crescita del fenomeno degli ultimi anni – erano 3,1 milioni nel 2012 – porta a molteplici rischi e danni. Da una parte un incidente con un’automobile non assicurata crea problemi economici ai soggetti coinvolti, visto che il Fondo di Garanzia gestito dalla Consap è limitato e non sufficiente a soddisfare tutte le richieste, dall’altra le compagnie spesso alzano i prezzi per fare fronte al calo dei veicoli senza assicurazione.

Ricordiamo che la sanzione prevista dal Codice della strada per i veicoli che viaggiano privi di una regolare polizza è compresa tra gli 848 e i 3.287 euro, oltre alla sanzione accessoria del sequestro del mezzo finalizzato alla confisca.

Crescono anche i controlli dei veicoli che circolano nonostante un fermo amministrativo, la polizia di bologna con il sistema dell’auto detector hanno controllato a distanza dalle 11:00 del mattino alle 15:00 ben 128 auto con fermo amministrativo in una strada secondaria…i rispettivi proprietari si vedranno recapitare a casa un verbale di 750,00 e l’equitalia sarà informata.

 

Perseguitato da Equitalia: vince quattro ricorsi ma subisce il fermo amministrativo: denuncia alla Procura

Perseguitato da Equitalia, un contribuente napoletano è stato costretto a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica. La storia del signor I.V. è singolare, se non assurda: ha ricevuto per quattro volte notifica errata da parte della società di riscossione, nonostante ad ogni sollecito abbia esibito copia del giudice di turno che ne attestava la vittoria in sede legale.

Si parte nel 2007 per un verbale di violazione del Codice della strada: il giudice di Pace annulla la predetta multa. Un anno dopo, seconda cartella esattoriale relativa al verbale cancellato con sentenza, a mezzo della quale Equitalia chiede il pagamento del tributo, raddoppiato grazie a interessi e maggiorazioni. Nuovo ricorso del contribuente al Giudice di Pace di Napoli (IV sezione, giudice Morelli) e nuovo riconoscimento delle proprie ragioni.

Un anno fa l’Ente di riscossione notifica un ulteriore sollecito, con minaccia di esecuzione: a questo punto il signor I.V. si rivolge all’Aidacon Consumatori presieduta dall’avvocato Carlo Claps per ottenere la definitiva cancellazione del debito inesistente. Due mesi fa la sentenza del Giudice di Pace di turno (VII sezione, giudice Martorelli) sembra mettere finalmente la parola fine alla questione, dichiarando illegittima la richiesta di Equitalia, condannando anzi la stessa al risarcimento dei danni.

Storia archiviata? No, il mese scorso parte un ulteriore atto di intimazione di pagamento relativo alla solita multa del 2007 e come se non bastasse pochi giorni fa Equitalia ha notificato anche il fermo amministrativo del veicolo. Allo sfortunato cittadino non è rimasta altra scelta se non quella di rivolgersi alla Procura di Napoli.

“Purtroppo le cartelle pazze sono diventate un’abitudine – ha detto l’avvocato Claps – ma in questo caso il comportamento vessatorio della società di riscossione ha superato ogni limite. Siamo costretti a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica per ottenere definitivamente giustizia e un grosso risarcimento danni. Nel caso concreto, si prospetta un illecito per il quale la risarcibilità del danno non patrimoniale è espressamente prevista dalla legge”.

logo4 

Valutazione ed acquisto di veicoli sottoposti a fermo amministrativo 327.327 5130

Fermo amministrativo auto, ipoteca e pignoramento.

Trascorsi i 60 giorni dalla notifica della cartella, se il cittadino non ha provveduto al pagamento, non ha ottenuto una rateizzazione o non è intervenuto un provvedimento di sospensione o annullamento del debito, Equitalia o qualsiasi ente esattoriale è tenuta ad attivare alcune procedure a garanzia del credito degli Enti impositori.

L’ente esattoriale  invia al contribuente, prima dell’attivazione delle procedure cautelari, comunicazioni e avvisi, per informarlo delle azioni che per legge è tenuta a compiere al fine di recuperare quanto dovuto.

Per i debiti fino a mille euro non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio del debito.

Procedure Cautelari

Le procedure cautelari sono attivate per legge, alla scadenza della notifica delle cartelle, a garanzia delle somme iscritte a ruolo dagli Enti impositori.

Fermo Amministrativo auto

Il Fermo Amministrativo è l’atto con cui si dispone il blocco dei veicoli intestati al debitore.

In un primo momento il contribuente riceve la comunicazione di preavviso di fermo amministrativo. Con questo atto l’interessato è invitato a mettersi in regola nei successivi 30 giorni e informato che, in caso di mancato pagamento, si procederà all’iscrizione del fermo amministrativo sul veicolo corrispondente alla targa indicata.

Il fermo non viene iscritto se il debitore dimostra, entro i 30 giorni, che il bene mobile è strumentale all’attività svolta dall’impresa o per la professione esercitata dal proprietario del veicolo (decreto legge n.69/2013 cd. “decreto del fare “convertito con modificazioni dalla legge n. 98/2013).

Trascorsi 30 giorni dalla notifica del preavviso di fermo amministrativo, senza che il contribuente abbia dato seguito al pagamento oppure alla rateizzazione di quanto richiesto o in mancanza di provvedimenti quali sgravio o sospensione, si procede con l’iscrizione del fermo amministrativo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

La cancellazione del fermo può essere effettuata al saldo del debito consegnando al PRA la liberatoria rilasciata da Equitalia.

Nel caso in cui il contribuente e proprietario del veicolo non proceda al pagamento di quanto richiesto, il mezzo potrà essere pignorato e venduto all’asta (vedi procedure esecutive).

Ipoteca Immobiliare

L’Ipoteca Immobiliare è l’atto che Equitalia iscrive presso la Conservatoria a garanzia del credito degli Enti impositori.

L’ipoteca sugli immobili può essere iscritta sempre previa comunicazione scritta e per debiti complessivamente non inferiori a 20 mila euro.

Il contribuente riceve una comunicazione di preavviso di iscrizione d’ipoteca con la quale lo si invita a pagare le somme dovute entro 30 giorni. Trascorso il termine senza che il contribuente abbia dato seguito alla rateizzazione o al pagamento di quanto richiesto o in mancanza di provvedimenti quali sgravio o sospensione, si procede con l’iscrizione dell’ipoteca.

La cancellazione dell’ipoteca avviene, senza aggravio di ulteriori spese per il contribuente, contestualmente al saldo del debito quindi in caso di rateizzazione con il pagamento dell’ultima rata.

Dopo l’iscrizione di ipoteca, se il debito rimane insoluto o non rateizzato oppure non è oggetto di provvedimento di sgravio o sospensione, se il bene rientra nelle condizioni previste dalla legge, Equitalia potrà procedere al pignoramento e alla vendita dell’immobile (vedi procedure esecutive).

Procedure Esecutive

Le procedure esecutive per legge sono attivate, dopo gli atti previsti dalle procedure cautelari, per il recupero delle somme iscritte a ruolo dagli Enti impositori. Le procedure prevedono il pignoramento di somme e il pignoramento e la vendita dei beni mobili e immobili.

Prima dell’avvio effettivo delle procedure di espropriazione forzata, si procede con la notifica degli avvisi di intimazione, inviati per cartelle consegnate almeno un anno prima e per le quali non sono state attivate altre procedure. L’avviso di intimazione concede al contribuente 5 giorni di tempo per pagare o rateizzare oppure, peri casi previsti, chiedere la sospensione della riscossione. L’avviso perde efficacia trascorsi 180 giorni dalla data di notifica ma può essere rinnovato.

Pignoramento ed espropriazione (vendita all’asta) di beni mobili e immobili

Si dà corso alle procedure esecutive per la vendita all’asta dei beni, in caso di debiti per i quali persiste il mancato pagamento e soltanto in presenza delle condizioni stabilite dalla legge. In particolare il pignoramento immobiliare non può essere effettuato se l’immobile ha tutte le seguenti caratteristiche:

  • è destinato ad uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente;
  • è l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • non è di lusso, (cioè con le caratteristiche previste dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969, ovvero è una villa (A/8), un castello o un palazzo di eminente pregio artistico o storico (A/9).

Negli altri casi si può procedere al pignoramento dell’immobile e all’esecuzione del procedimento (vendita all’asta) solo se:

  • l’importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120.000 euro;
  • sono passati almeno sei mesi dall’iscrizione di ipoteca e il debitore non ha pagato.

La legge prevede che il contribuente d’intesa con Equitalia, possa vendere personalmente l’immobile pignorato o ipotecato entro i 5 giorni che precedono il primo incanto oppure, nel caso un cui non si realizzi la vendita, entro il giorno precedente al secondo incanto.

In questo caso l’intero ricavato sarà versato direttamente ad Equitalia che utilizzerà l’importo per il saldo del debito e restituirà al contribuente l’eventuale somma eccedente entro i 10 giorni lavorativi successivi all’incasso.

Avviso di vendita di Equitalia

Atto dell’agente della riscossione (Adr) notificato e trascritto nelle forme di legge con cui si dà corso al pignoramento immobiliare. L’avviso contiene: a) le generalità del soggetto nei confronti del quale si procede; b) la descrizione degli immobili con le indicazioni catastali e la precisazione dei confini; c) l’indicazione della destinazione urbanistica del terreno; d) il giorno, l’ora e il luogo del primo, del secondo e del terzo incanto, con intervallo minimo di venti giorni; e) l’importo complessivo del credito per cui si procede, con il dettaglio dell’imposta, p interessi di mora e spese di esecuzione già maturate; f) il prezzo base dell’incanto; g) la misura minima dell’aumento da apportare alle offerte; h) l’avvertenza che le spese di vendita e gli oneri tributari concernenti il trasferimento sono a carico dell’aggiudicatario; i) l’ammontare della cauzione ed il termine entro il quale deve essere prestata dagli offerenti; l) il termine di versamento del prezzo; m) l’ingiunzione ad astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni assoggettati all’espropriazione e i frutti di essi. L’avviso di vendita viene notificato al soggetto nei confronti del quale si procede entro 5 giorni dalla trascrizione. In mancanza della notificazione non si può procedere alla vendita.

Pignoramento verso terzi

Il Pignoramento verso terzi prevede per Equitalia la possibilità di recuperare le somme dovute dal contribuente-debitore attraverso i crediti da lui vantati da un terzo.

Con questa procedura si richiede al terzo di versare quanto da lui dovuto al contribuente-debitore, direttamente ad Equitalia (es. si chiede di pagare direttamente ad Equitalia l’affitto dell’appartamento se il proprietario è un contribuente-debitore oppure al datore di lavoro di versare parte dello stipendio del lavoratore). In questo caso il terzo deve procedere con il pagamento entro 60 giorni oppure rendere una dichiarazione in cui certifica l’inesistenza/insussistenza del debito.

Pignoramento su stipendi e pensioni

Interventi graduali sono previsti in caso di pignoramento di stipendio o pensione o di importi derivanti da rapporto di lavoro, a tutela delle persone con meno disponibilità economica:

  • fino a 2.500 euro la quota pignorabile è un decimo;
  • tra 2.500 e 5.000 euro la quota pignorabile è un settimo;
  • sopra i 5.000 euro la quota pignorabile è un quinto.

Pignoramento conti correnti

Il pignoramento può essere effettuato anche sulle somme depositate sul conto corrente, ad esclusione dell’ultimo stipendio o pensione che resta sempre disponibile per qualsiasi necessità del debitore.

Dichiarazione stragiudiziale

È la dichiarazione resa da un soggetto terzo, che risulta debitore del contribuente iscritto a ruolo, rilasciata all’agente della riscossione (Adr), ai fini della riscossione. Secondo la legge, trascorsi i 60 giorni dalla notifica della cartella/avviso, Equitalia, prima di procedere al pignoramento di crediti presso terzi (nelle forme ordinarie o speciali) ed anche contemporaneamente all’adozione delle azioni esecutive e cautelari previste dalla legge, può chiedere a soggetti terzi, debitori del soggetto che è iscritto a ruolo, di indicare per iscritto, possibilmente in modo dettagliato, le cose e le somme da loro dovute al debitore principale.

 

IL FERMO AMMINISTRATIVO – LA ROTTAMAZIONE DELL’AUTO

IL FERMO AMMINISTRATIVO – LA ROTTAMAZIONE DELL’AUTO

D. Non posso demolire l’auto perché il “rottamatore” asserisce che il PRA rifiuta l’operazione a causa di un fermo amministrativo del veicolo trascritto dall’Equitalia a mia insaputa per presunti debiti pregressi. Avrei anche un compratore che si guarda bene dall’acquistare l’auto dal momento che non potrà circolare. Cosa posso fare?
Il fermo amministrativo è un atto tramite il quale il creditore provvede, per mezzo dell’agente di riscossione, al recupero coattivo degli importi risultanti dagli atti ingiuntivi resi esecutivi.
L’ente creditore potrà rivalersi sul soggetto moroso per i debiti dello stesso, ordinando il fermo dei veicoli intestati al debitore, mediante l’iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo nel pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Il fermo amministrativo inizialmente era assimilabile al sequestro conservativo in quanto finalizzato alla ricerca del bene da pignorare. In seguito l’amministrazione finanziaria aveva equiparato il fermo amministrativo al pignoramento, salvo fare poi marcia indietro riconoscendo al fermo natura cautelare. Tale interpretazione contrasta da quanto ritenuto dalla giurisprudenza maggioritaria concorde nel ritenere che il fermo amministrativo non possa essere classificato come misura cautelare, poiché tale istituto non ne presenta gli elementi tipici.
Il fermo amministrativo incide sul diritto di proprietà del veicolo e sulla facoltà di godimento e di disposizione del bene.
Sussistono infatti dei limiti all’utilizzo del veicolo sottoposto a fermo, secondo la circolare del Ministero dell’Economia: esso non potrà:
• circolare;
• essere radiato dal PRA;
• demolito;
• esportato.
Nessuna legge comunque, né disposizioni di circolari ministeriali, vieta la vendita del veicolo sottoposto a fermo ed il PRA non può esimersi dal trascrivere un atto di vendita.
La questione può verosimilmente essere considerata sotto l’aspetto di un ricatto: se non saldi il debito ti costringerò a pagare la tassa di proprietà della tua auto, inibita alla circolazione stradale, per tutto il tempo che la dovrai custodire…

Tutto ciò premesso, chi vuole disfarsi di un’auto gravata da simile provvedimento potrà:
• chiedere al PRA la radiazione del veicolo, se questi abbia subito ingenti danni o sia andato distrutto a causa di incidenti o altra calamità. La stessa procedura si otterrà se il veicolo non è funzionante o di scarso valore commerciale. Alla richiesta di radiazione dovrà essere allegata una dichiarazione di un’autorità competente attestante la non utilizzabilità del veicolo;
• esportare il veicolo all’estero e consegnare al PRA le targhe, il libretto di circolazione ed il foglio di proprietà;
• vendere il veicolo ad un “rottamatore” che provvederà in seguito a chiederne la radiazione.
Occorre precisare che;
• la rottamazione di un veicolo significa la distruzione di tutti i suoi componenti, che tenga conto delle disposizioni contenute nelle direttive europee sui materiali inquinanti;
• la radiazione è la cancellazione del veicolo dal pubblico registro automobilistico (PRA).
Non si vede, quindi,  per quale motivo il proprietario di un veicolo non utilizzabile per la sua funzione, ovvero quella di circolare sulle strade, sia costretto a corrispondere la tassa di proprietà sino a quando non avrà soddisfatto le richieste dell’Equitalia.
E’ come pagare l’affitto della propria casa e dovere vivere in albergo.

Fermo amministrativo: Street Control, via libera alle multe a distanza e blocco

Tempi difficili per gli automobilisti più indisciplinati. Già dal 2015 alcuni Comuni italiani hanno iniziato a utilizzare lo Street Control, un dispositivo che permette di multare a distanza i mezzi che parcheggiano in divieto di sosta.

Il funzionamento è semplice. Una videocamera installata sull’auto della Polizia locale riprende e fotografa le targhe dei mezzi in strada nel raggio di 20 metri e invia l’informazione a un tablet controllato dal vigile all’interno della stessa pattuglia. Utilizzando lo Street Control le Forze di Polizia multano in breve tempo un gran numero di veicoli, semplicemente percorrendo a bassa andatura le vie cittadine e riprendendo con l’occhio elettronico le macchine parcheggiate in maniera non corretta.

A Palermo ad esempio, le pattuglie dotate di telecamere sono arrivate a infliggere lo scorso anno38.000 infrazioni al giorno, con un incremento del 30% rispetto al 2014. Lo Street Control è in uso anche a Milano, Roma, Livorno, Firenze e Foggia.

Tuttavia, molti verbali rilevati con la nuova apparecchiatura sono stati oggetto di ricorso davanti al Giudice di Pace, in quanto ritenuti dagli automobilisti contrari alle norme del Codice della Strada. A tal proposito è intervenuto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, con parere 4851/2015, ha dato definitivamente il via libera al nuovo sistema di rilevazione.

Il Dipartimento ha però dettato due condizioni affinché la contravvenzione sia valida: l’automobilista non deve essere nei paraggi o all’interno del veicolo che sosta e soprattutto il procedimento non deve essere totalmente automatizzato, ma supervisionato da un agente.

Lo stesso Ministero specifica che se il dispositivo è gestito da un operatore di polizia, il sistema di ripresa video può essere utilizzato come un taccuino elettronico che permette di acquisire in modo più agevole i dati identificativi del veicolo.

Il dispositivo non permette solo di rilevare la sosta vietata ma anche di verificare se la vettura è sprovvista di regolare polizza assicurativa. I dati acquisiti del mezzo vengono infatti incrociati con il database della Motorizzazione e dell’ANIA, l’Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici.

Qualche problema potrebbe nascere dal fatto che lo Street Control non può distinguere se il veicolo è fermo o in divieto di sosta: in questo caso, per evitare ricorsi che sarebbero vinti, toccherà al vigile accertarsi che l’auto sia davvero in doppia fila e che il conducente non si sia solo fermato per cause di forza maggiore. Inoltre è già capitato nella Capitale che siano stati emessi verbali illegittimi, per foto scattate a veicoli che erano semplicemente fermi nel traffico.

I contro potrebbero riguardare anche il lavoro dei vigili, visto che la verifica delle targhe richiede il giusto tempo. Le foto vanno supervisionate una a una: quelle per cui si riscontra la violazione richiedono la compilazione di un form in cui inserire il modello d’auto, l’inosservanza commessa, la via e il civico di residenza.

Tuttavia non mancano i pareri positivi. “A Milano lo utilizziamo con ottimi risultati”, spiega il comandante della Polizia locale Tullio Mastrangelo, “e fa parte del nostro programma di digitalizzazione operativa, che mira a velocizzare l’informatizzazione delle procedure. Con strumenti come lo Street Control possiamo mandare in strada agenti che prima erano impiegati in compiti amministrativi. In più, avvieremo una seconda fase con l’arrivo nelle nostre auto di 200 tablet che possono rilevare non solo multe, ma anche gli incidenti stradali”.

 

 

Fermo amministrativo di un’auto
per un debito di 2,45 euro

La denuncia di un pensionato che nel 2012 aveva pagato il bollo con due mesi di ritardo

ROVIGO Un uomo di 76 anni, originario di Salerno e residente a Rovigo, ha scoperto che dall’inizio di aprile sulla propria auto c’era un fermo amministrativo causato da un debito di 2,45 euro. Debito che risaliva al pagamento in ritardo di una sanzione del 2012, anno in cui aveva pagato il bollo auto due mesi dopo la scadenza. La società Agitalia ha presentato al Giudice di pace di Rovigo l’opposizione alla sanzione amministrativa. A causa di un debito di appena 2,45, il pensionato non può utilizzare l’unica auto di proprietà per gli spostamenti.

Nel caso di mancato pagamento del bollo auto si subisce il fermo amministrativo e la misura cautelare non impedisce l’addebito del bollo auto per le successive annualità.

Potremmo definire il bollo auto e il fermo amministrativo come la «strana coppia»: imposta e misura cautelare vanno a braccetto e l’una non blocca, ma anzi agevola, l’altra. Questo perché, da un lato, il mancato pagamento del bollo auto fa sì che l’Agente della riscossione iscriva il fermo sul mezzo del contribuente; dall’altro l’iscrizione del fermo auto non blocca il pagamento del bollo auto per gli anni a seguire, nonostante l’impossibilità a circolare. A meno che la Regione abbia approvato una legge che stabilisca un’apposita esenzione. È questo che si ricava da una recentissima sentenza della Corte Costituzionale [1] secondo cui è legittimo far pagare il bollo auto anche a chi ha subito il fermo amministrativo. E siccome il fermo è una misura che, immancabilmente, scatta quando non si paga il bollo auto si può ben dire che il gatto si morde la coda.

Cosa si rischia in caso di mancato pagamento del bollo auto?

Come abbiamo già detto in Cosa rischia chi non paga il bollo auto, tra le conseguenze per l’omesso versamento dell’imposta sull’automobile vi è la cancellazione del mezzo dal Pra (solo se la morosità si protrae per tre anni di seguito) e l’invio della cartella di pagamento da parte dell’Agente della riscossione. La cartella di pagamento può essere impugnata entro 60 giorni alla commissione tributaria. In caso contrario, la cartella diventa definitiva e non può più essere contestata. A questo punto l’esattore può iscrivere il fermo sull’auto che implica il divieto di circolazione. Trenta giorni prima dell’iscrizione del fermo dell’auto, il contribuente moroso deve ricevere un preavviso, in mancanza del quale il fermo è illegittimo. Durante questi 30 giorni, se il contribuente è un professionista o un imprenditore e il mezzo gli serve per lavorare, può recarsi agli uffici dell’Agente della Riscossione, o presentare un’istanza via Pec, e chiedere la revoca della misura cautelare.

L’iscrizione del fermo auto non viene comunicata con un ulteriore avviso. Così l’automobilista dovrebbe sempre verificare, una volta ricevuto il preavviso, se poi il fermo è stato realmente iscritto.

Una volta iscritto il fermo si può evitare di pagare l’assicurazione a condizione che l’auto rimanga parcheggiata in uno spazio privato e non in un luogo pubblico o aperto al pubblico (la piazzola di sosta, il parcheggio di un supermercato, ecc.).

Inoltre, non è possibile rottamare l’auto con il fermo.

Si può tornare a circolare solo dopo aver pagato il debito della cartella esattoriale o aver chiesto la rateazione e aver dimostrato il pagamento della prima rata; in tal caso l’Agente per la riscossione rilascia una quietanza che consente la «sospensione del fermo», mentre la cancellazione avviene solo col pagamento dell’ultima rata.

Se c’è il fermo auto bisogna pagare il bollo auto?

Secondo la Corte Costituzionale, la Regione può chiedere il pagamento del bollo auto a chi ha subito il fermo amministrativo. La Regione infatti non è tenuta a prevedere l’esenzione. Così, chi non ha pagato il bollo auto e, perciò, ha subito il fermo potrebbe trovarsi a dover versare anche il bollo per gli anni a seguire. Un circolo vizioso dal quale diventa impossibile uscire se non vendendo il mezzo. Chi ha subito il fermo può infatti vendere il mezzo, ma l’acquirente ne diventa proprietario con tutto il fermo e il divieto di circolazione.

È comunque consigliabile verificare, prima, cosa preveda la propria regione. Al momento quelle che hanno cancellato le esenzioni, disponendo l’obbligo del pagamento del bollo anche per chi ha il fermo amministrativo, sono l’Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Basilicata e Toscana.