La Procedura

I veicoli gravati da Fermo Amministrativo si possono solo gestire, cedere, radiare  in relazione alla direttiva P.R.A / A.C.I  DSD/0011454/09 . quindi  diffidate fortemente mantenete le distanze, da chi vi propone trasferimenti all’estero del vostro veicolo, con e senza le vostre targhe e documenti, semplici atti di vendita, che valgono solo 60 giorni e tutto resta poi e comunque a vostro nome, ma con un veicolo in giro per il mondo! Sono pratiche di ritiro truffaldine che traggono in inganno anche i più accorti, che aggravano solo la vostra posizione e non la risolvono, ne dal punto legale ne dal punto normativo.
Se bastasse un passaggio di proprietà a regolarizzare la posizione “circolatoria” di un autoveicolo in fermo, allora basterebbe venderlo a un proprio parente, e continuare ad usarlo!  Negli atti di vendita si sottoscrivono le clausole: “ vendo un veicolo privo di ipoteche,privo di vincoli,fermi amninistrativi, e abilitato alla circolazione” .Sapendo che si sta dichiarando il falso, le Agenzie ed Aci, fanno firmare ad entrambi (venditore ed acquirente) una liberatoria dove si dichiara la  consapevolezza, che si sta vendendo, un veicolo gravato da Fermo, non abilitato alla circolazione. esonerando l’Agenzia dalle responsabilità Civile e Penali derivate dalla vendita. Perchè pensate lo facciano?  per evitare tutti i problemi Giudiziali che sono nati da questi passaggi! Voi pensate che il truffaldino di turno che compra la vostra auto sottocosto la tenga poi in garage? Voi pensate che in caso di risarcimenti danni da incidenti  stradali, denunce per  truffe, (avendo venduto il truffaldino la vostra auto ad ignari acquirenti)  la Polizia o Giudice vi esoneri dal tirarvi dentro? Credete veramente di restarne fuori’ avendo venduto un’auto non abilitata alla circolazione, che si poteva vendere sì! ma auto da restare in garage. E non vi siete accertati come dice la Giurisprudenza ” da bravi padri di famiglia questa auto non andasse a circolare su strada, o diventasse strumento di danni o di truffa verso altri” ???
Il P.R.A non si può esimere dal perfezionare una richiesta di passaggio di proprietà su di un veicolo in Fermo Amministrativo, sempre che le parti siano consapevoli che comunque quell’auto deve restare in garage. Fino a che una delle parti non abbia regolarizzato la  posizione “circolatoria”. Voi pensate veramente che chi non è una ditta, e non ha niente da perdere, ed è un individuo che fa un annuncio “mordi e fuggi” sull’acquisto di veicoli in Fermo Amministrativo, acquisti questi veicoli per lasciarli in garage????? O pensate che siano così bravi nell’andare poi a pagare  la somma del fermo Amministrativo? non siate sprovveduti.

Prima di cedere il vostro veicolo al primo intermediario, o persona che vi capita, chiedete l’intestazione della sua ditta o società. Chiedete quale attività svolge la sua Ditta, come procede in questi casi ? se è abilitata a gestire veicoli come soccorso e deposito. Si ricorda che un semplice venditore o compratore di auto usate non è una ditta abilitata al ritiro di veicoli sottoposti al fermo amministrativo: Ricordatevelo !!!! chi fa solo il compratore di auto usate,  compra e  rivende le auto all’uso stradale !!!  Al massimo  le esporta con i vostri documenti, non potendosi più radiare regolarmente un’auto per esportazione se gravata da fermo Amministrativo. Assolutamente non può eseguirvi  una pratica regolare come facciamo noi inerente all’unica concessione  fatta dal P.R.A nella normativa DSD/0011454/09 .

Noi siamo da anni su questo settore, e da anni ritiriamo veicoli con questo problema. Ancora nessuna recensione negativa abbiamo riscontrato da chi si è servito di noi. Possiamo dirvi senza smentita che siamo gli unici come ditta a ritirare veicoli con Fermo Amministrativo,sul territorio nazionale, con almeno il minimo presupposto di tranquillità per chi decide di cedere, vendere,demolire, un veicolo in fermo amministrativo. Offrendo un’assistenza totale dalla consulenza iniziale gratuita, alla valutazione, al ritiro presso l’indirizzo del cedente con carri attrezzi, (non con targhe in prova da commerciante che non valgono come copertura assicurativa su queste auto) . Assistendovi fino all’esecuzione della pratica di cancellazione del veicolo da P.R.A tutto a nostre spese, paghiamo tutto noi, niente è preteso e dovuto ne ora ne mai.

Quando parliamo di fermo amministrativo dell’auto, c’è una prima distinzione da compiere. Può essere un provvedimento accessorio, conseguente a una violazione delle norme del codice della strada, ad esempio, il mancato utilizzo del casco, la guida senza patente; oppure, può configurarsi come atto delle amministrazioni o enti che bloccano un bene mobile registrato del soggetto debitore, dei co-obbligati, e lo fanno attraverso un concessionario, Equitalia. Non pagare le multe, i tributi o tasse, può così costare caro, portando al blocco di uno o più mezzi. Quali sono le conseguenze del fermo amministrativo?
Anzitutto l’auto non può circolare (si rischia una multa da 3.000 euro), non può essere radiata dal PRA, né demolita o esportata. Qualora si venda l’auto, oltre a mettere a conoscenza l’acquirente del gravame sul veicolo, va sottolineato come resti in capo al debitore l’obbligo di pagare la cartella esattoriale, e in capo all’acquirente il divieto di circolazione. E’ bene effettuare una visura della targa, possibile al PRA (costo 6 euro), online sul sito Aci (costo 8,83 euro) o presso un’agenzia di pratiche automobilistiche, al relativo prezzo di mercato.
Le auto in leasing, fossero anche taxi, non essendo di proprietà del debitore, non possono essere sottoposte a fermo amministrativo, a meno che al termine del periodo di leasing, lo stesso non decida di riscattare il mezzo.
Come funziona
Abbiamo introdotto l’elemento della cartella esattoriale, primo passo verso l’iscrizione del fermo amministrativo sull’auto, ma sono contemplate anche le ingiunzioni al pagamento e gli avvisi di accertamento esecutivo. Dalla data di notifica, il debitore ha 60 giorni di tempo per pagare le somme richieste da Equitalia per conto dei soggetti creditori. Se non si salda il debito, prima dell’iscrizione ed esecutività del fermo, viene inviato un preavviso di pagamento, 30 giorni prima. Per le somme fino a 10 mila euro, viene inviato un sollecito di pagamento, che deve riportare – al pari del preavviso – la natura del debito, il numero dell’avviso di accertamento, la relata di notifica, l’importo dovuto e l’anno di riferimento.
Durata
A questo punto, per estinguere l’obbligazione, il debitore può pagare la cartella esattoriale, conseguentemente alla quale riceverà il provvedimento di revoca del fermo. In seguito dovrà recarsi al PRA, insieme ai dati del veicolo e l’importo del credito, oltre al Certificato di proprietà, sul quale andrà fatta richiesta (sul retro) di cancellazione del fermo amministrativo. In alternativa, potrà utilizzare il modello NP-3: a variare sono i costi. L’imposta di bollo nel primo caso è di 32 euro, nel secondo è pari a 48 euro.
Notifica
Nel periodo che intercorre tra la notifica della cartella esattoriale e il termine ultimo di pagamento, successivo all’invio del preavviso o sollecito, prima dell’iscrizione del fermo amministrativo, è possibile pagare in un’unica soluzione, oppure chiedere la rateizzazione del debito.
E’ importante sottolineare come la mancata notifica per assenza o irreperibilità del destinatario non renda nulla l’iscrizione, poiché la notifica è considerata valida quando fatta per affissione all’albo comunale. Per i debiti al di sotto dei 2.000 euro, serve l’invio di un doppio sollecito di pagamento, distanziati 120 giorni l’uno dall’altro, prima di qualunque altra ulteriore azione.
Illegittimità
La giurisprudenza ha specificato numerose fattispecie nelle quali il fermo amministrativo risulta illegittimo. Anzitutto, è illegittimo quello disposto per recuperare crediti tributari prescritti, con conseguente risarcimento dovuto al ricorrente; è illegittimo anche quando sproporzionato rispetto alla pretesa tributaria; nei casi di mancata motivazione del fermo amministrativo, o anche carente, senza indicazione dei presupposti che giustificano l’adozione; la Commissione tributaria di Napoli, poi, ha decretato nullo e illegittimo il fermo amministrativo auto per debiti inferiori a 8.000 euro; tra le fattispecie che danno ragione ai ricorrenti, anche la mancata comunicazione dell’attivazione del fermo amministrativo a seguito del preavviso; è illegittima anche la procedura di Equitalia che alla scadenza del termine si preavviso prosegue a eseguire il fermo senza comunicarlo.
Opposizione
Se si ritiene di non dover pagare la cartella esattoriale, conseguente all’evasione di un tributo, del bollo auto o i versamenti Iva, il debitore può ricorrere presso la Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni dalla notifica dell’atto. E’ l’unico metodo di ricorso contro il fermo amministrativo avente ad oggetto i crediti tributari. Invece, se il fermo amministrativo disposto per recuperare crediti non tributari, pensiamo alle multe non pagate, si può avanzare opposizione – ai sensi dell’art. 615 c.p.c. – all’esecuzione, qualora la multa fosse, ad esempio, caduta in prescrizione; il secondo tipo di opposizione è sugli atti esecutivi, con la quale si contesta la legittimità o correttezza formale dell’atto e va avanzata entro 20 giorni dalla notifica della cartella.
Infine, nel caso di infrazioni al codice della strada, può agire davanti al Giudice di pace con un’azione speciale, entro 30 giorni sempre dalla notifica.
Rateizzazione
Il pagamento può essere rateizzato fino a 120 rate con cadenza mensile. La richiesta di rateizzazione fatta entro i termini di pagamento successivi alla notifica, equivale al pagamento, quindi non viene trascritto il fermo amministrativo. Successivamente all’iscrizione, invece, la richiesta di rateizzazione porta alla cancellazione del fermo con il pagamento della prima rata. Va sottolineato come il mancato pagamento complessivo di 8 rate porti alla decadenza del beneficio.
Fermo amministrativo auto strumentale
In passato, il fermo amministrativo sull’auto era ritenuto illegittimo se fatto su un mezzo indispensabile per l’attività lavorativa del soggetto debitore, fosse un’auto, un camion o anche un autocarro. Non è più così, vista l’estensione a una più semplice funzionalità strumentale del mezzo: è sufficiente che quel mezzo sia utile per svolgere l’attività lavorativa. La richiesta di cancellazione fa fatta entro 30 giorni dal ricevimento del preavviso.
Aggiungiamo, inoltre, un’indicazione della giurisprudenza sul fermo amministrativo di auto cointestata. Qualora il mezzo sia cointestato a due soggetti, di cui uno solo obbligato verso lo Stato, la Commissione tributaria provinciale di Macerata ha dichiarato oggettivamente inapplicabile il fermo del veicolo comune a più proprietari (auto, camion, moto), quando non tutti sono debitori. Il soggetto non obbligato può chiedere la cancellazione del fermo al PRA, previa citazione di Equitalia davanti all’autorità giudiziaria, oltre a poter circolare. Va sottolineato, tuttavia, che si tratta di un orientamento giurisprudenziale.
Vendita auto

Il mezzo sottoposto a ganasce fiscali, come abbiamo visto può essere venduto, tuttavia, permane il fermo amministrativo e l’impossibilità di circolare da parte dell’acquirente fino all’estinzione del debito. Acquirente che deve essere messo al corrente del fermo, altrimenti può agire per ottenere un rimborso danni da parte del venditore. Questo è il caso di un veicolo venduto con atto che abbia una data certa successiva all’iscrizione del fermo amministrativo al PRA; qualora l’atto di vendita abbia data certa anteriore, invece, ci si dovrà recare all’Aci per chiedere la cancellazione della misura.
Bollo e assicurazione
Il fermo amministrativo auto ha come conseguenza l’impossibilità di pagare il bollo. Si dovrà attendere la cancellazione del fermo prima di procedere al pagamento, mentre è buona norma chiedere l’esenzione per perdita del possesso, vista la normativa su base regionale di riscossione del bollo auto.
E per quanto riguarda l’assicurazione? Un veicolo che viene ricoverato in spazi privati può anche non assicurarsi nel periodo di fermo. Tuttavia, se anche assicurato e coinvolto in un incidente nella fase di fermo, l’assicurazione non pagherà alcunché considerando che non si sarebbe potuto circolare su strada.
Importo minimo
Per i debiti tra 800 e 2.000 euro, è possibile operare il fermo amministrativo su un solo veicolo; tra i 2.000 e 10.000 euro si potranno fermare al massimo 10 veicoli; oltre i 10.000 euro Equitalia può sottoporre a fermo l’intero parco veicoli del debitore. L’importo è da considerare complessivo del debito più gli interessi, la mora e l’aggio di Equitalia.
Al di sotto dei 2.000 euro di crediti vantati verso il soggetto debitore, non può intraprendersi alcuna azione se non prima siano stati inviati due solleciti di pagamento a distanza almeno di 6 mesi l’uno dall’altro, attraverso posta ordinaria.
Prescrizione
Il fermo amministrativo è illegittimo nei casi in cui il credito tributario vantato attraverso il concessionario Equitalia sia caduto in prescrizione, per determinare la quale rileva la natura stessa del credito. II periodo di prescrizione si interrompe nel momento in cui viene notificata la cartella esattoriale, anche nel caso di mancata consegna per irreperibilità o assenza, come visto in precedenza.